Cosa preparare prima di far progettare il tuo logo
Cinque cose da avere chiare prima di iniziare un logo, per arrivare a un marchio che ti somiglia davvero e risparmiare tempo a te e al designer.

Quando qualcuno mi scrive per un logo, la prima domanda che mi fa spesso è: "Da dove partiamo?". La risposta è semplice: partiamo da te. Un logo non nasce da un'idea grafica buttata lì, ma da quello che la tua attività è, fa e vuole comunicare.
Non serve arrivare con le idee già chiarissime. Però ci sono alcune cose che, se le prepari prima, rendono il lavoro più veloce e il risultato molto più vicino a quello che hai in mente. Eccole.
1. Due righe su cosa fai (e per chi)
Sembra banale, ma è il punto più importante. Prova a scrivere in poche frasi:
- cosa fai o cosa vendi;
- a chi ti rivolgi: famiglie, aziende, giovani, turisti, professionisti;
- cosa ti rende diverso da chi fa il tuo stesso lavoro.
Un forno artigianale di paese e una pasticceria di design possono vendere gli stessi cornetti, ma hanno bisogno di due loghi completamente diversi. È il pubblico a fare la differenza.
2. Tre parole che ti descrivono
Questo è un esercizio che faccio fare spesso: scegli tre aggettivi che vorresti venissero in mente a chi vede il tuo marchio. Per esempio genuino, caldo, affidabile oppure moderno, essenziale, preciso.
Queste tre parole diventano la bussola del progetto. Quando dovremo scegliere tra due colori o due caratteri, ci chiederemo: quale dei due è più "genuino, caldo, affidabile"?
Se non sai da dove partire, prova il quiz nel Lab: in cinque domande ti dà un'idea dello stile che fa per te.
3. Cosa ti piace (e soprattutto cosa no)
Raccogli qualche riferimento visivo: loghi, etichette, insegne, pagine Instagram, anche cose che non c'entrano niente col tuo settore. Non serve che siano "belle" in assoluto: serve che ti dicano qualcosa.
E annota anche quello che non ti piace. A volte è persino più utile: sapere che non vuoi "niente di troppo freddo" o "niente scritte in corsivo" mi evita di andare nella direzione sbagliata.
4. Dove verrà usato il logo
Un logo vive in tanti posti diversi e deve funzionare in tutti:
- l'insegna del negozio o la targa dello studio;
- i biglietti da visita e la carta intestata;
- l'immagine del profilo sui social, che è un cerchio piccolissimo;
- etichette, confezioni, buste, divise, mezzi.
Sapere fin da subito dove apparirà mi aiuta a progettarlo nel modo giusto. Per esempio, se il logo dovrà essere ricamato su una divisa, eviterò dettagli troppo sottili che si perderebbero nel tessuto.
5. Quello che hai già
Se hai già un vecchio logo, dei colori che usi da anni o materiali stampati, mandameli. Anche se vuoi cambiare tutto, capire da dove arrivi aiuta a decidere cosa tenere e cosa lasciare andare.
A volte un restyling parte proprio da un dettaglio del vecchio marchio a cui i clienti sono affezionati: un colore, una forma, un simbolo. Buttarlo via senza pensarci sarebbe un peccato.
E poi?
Con queste informazioni in mano, la prima chiacchierata diventa molto più concreta: possiamo parlare subito di direzioni, non di generalità. Da lì parto con schizzi e ricerche, ti mostro le strade che funzionano davvero e le sviluppiamo insieme fino ai file finali. Se vuoi vedere come lavoro passo per passo, lo racconto nella pagina Chi sono.
Un buon logo non è quello che piace a tutti, ma quello che racconta bene te.
Se stai pensando a un logo nuovo o a rinnovare quello che hai, scrivimi: anche solo due righe con quello che hai letto qui sono un ottimo punto di partenza.